domenica, aprile 06, 2008
Pesare Bugo
C'è questo musicista, che si chiama Bugo. Qualche anno fa lo conoscevo, nel senso che era un amico del mio fidanzato, veniva a cena da noi ecc. Diciamo un conoscente, molto simpatico. Poi ha firmato un contratto con una major, ovviamente non l'abbiamo più nè visto nè sentito, e passi, dopotutto non eravamo amici fraterni. Ora leggo una sua intervista al Tgcom: vorrei premettere che spero si tratti di una cattiva interpretazione da parte dell'intervistatore, comunque, ecco le brillanti dichiarazioni:
Hai detto "trovo ipocrita il discorso sul precariato"
Non solo, lo trovo anche brutto. Basta piangersi addosso, non fa bene a nessuno. Il mestiere 'lungo' oramai non esiste più. E allora che facciamo? Inventiamoci qualcosa diamoci da fare...
Ad esempio?
Io con alcuni ragazzi stiamo pensando di lanciare una linea di vestiti. Ma non posso dire di più per ora...
E' vero che hai paura del lavoro?
Verissimo. Non è un caso che al militare ho cominciato a suonare degli strumenti per poi evitare subito dopo di andare a lavorare da mio padre. Il lavoro mi spaventa perché ci costringe a star fermi.
Ognuno è libero di pensarla come vuole, però spero che qualcuno riferisca al Bugo che il problema del precariato, oltre all'instabilità lavorativa, comporta anche stipendi ai limiti della sopravvivenza, costringendo molte persone a non poter nemmeno uscire da casa dei genitori e rendersi indipendenti. Buon per lui se, avendo un talento, riesce a fare qualcosa che vada al di là del lavoro impiegatizio. Io, per esempio, non potrei. Buon per lui che ha iniziato a suonare per non essere costretto a lavorare dal padre: la maggioranza della gente questa possibilità non ce l'ha nemmeno, credo che un precario a 600 euro al mese sarebbe più che contento di prender posto in un'azienda di famiglia. Ripeto, spero che le sue parole siano state male interpretate.
Hai detto "trovo ipocrita il discorso sul precariato"
Non solo, lo trovo anche brutto. Basta piangersi addosso, non fa bene a nessuno. Il mestiere 'lungo' oramai non esiste più. E allora che facciamo? Inventiamoci qualcosa diamoci da fare...
Ad esempio?
Io con alcuni ragazzi stiamo pensando di lanciare una linea di vestiti. Ma non posso dire di più per ora...
E' vero che hai paura del lavoro?
Verissimo. Non è un caso che al militare ho cominciato a suonare degli strumenti per poi evitare subito dopo di andare a lavorare da mio padre. Il lavoro mi spaventa perché ci costringe a star fermi.
Ognuno è libero di pensarla come vuole, però spero che qualcuno riferisca al Bugo che il problema del precariato, oltre all'instabilità lavorativa, comporta anche stipendi ai limiti della sopravvivenza, costringendo molte persone a non poter nemmeno uscire da casa dei genitori e rendersi indipendenti. Buon per lui se, avendo un talento, riesce a fare qualcosa che vada al di là del lavoro impiegatizio. Io, per esempio, non potrei. Buon per lui che ha iniziato a suonare per non essere costretto a lavorare dal padre: la maggioranza della gente questa possibilità non ce l'ha nemmeno, credo che un precario a 600 euro al mese sarebbe più che contento di prender posto in un'azienda di famiglia. Ripeto, spero che le sue parole siano state male interpretate.

