domenica, marzo 16, 2008
Pesare Vanzinate
Dei Vanzina, una sola cosa mi piaceva: si limitavano a produrre un'unica schifezza sotto Natale. Bastava non far caso, per un paio di mesi, a gigantografie con il faccione di De Sica & gnocca di turno, ignorare le interviste-fiume agli attori (cosa di per sè non difficile, data la vacuità dell'argomento), non far caso al martellamento della canzone scelta per la colonna sonora (mi spiace che lo scorso anno sia toccato a Roy Paci, che mi è simpatico, spero si sia fatto un sacco di soldi) e via, dopo Natale tutto finito. Si potrà quindi intuire il mio sgomento quando ho letto la seguente notizia: "Per battere la concorrenza americana nella programmazione cinematografica estiva (Indiana Jones a fine maggio, Hulk a giugno, Batman a luglio) i registi lanciano il cine-cocomero, in uscita il 27 giugno. Ancora top secret il soggetto ma si sa che sono sette episodi con bellezze mozzafiato del calibro di Nancy Brilli, Anna Falchi e la bombastica Victoria Silvstedt."
A parte il fatto che definire Nancy Brilli una bellezza mozzafiato mi pare un tantino esagerato, vorrei soffermarmi su un punto: ma Anna Falchi non potrebbe semplicemente ammettere una volta per tutte che l'idea migliore della sua vita le è venuta quando ha deciso di rifarsi le tette? Credo che nessuno abbia più dubbi su questo punto, se qualche ipovedente continua a difendere la naturalezza delle sue curve, vada a rivedersi "Nel continente nero", dove appare nella sua originaria piattezza. Ma no, troppo difficile confessare che la tua fama deriva dall'aspetto fisico, ci devi sfracassare l'esistenza con la laurea in lettere, con le menate alla "lady finanza" (epoca Ricucci), e adesso faccio la produttrice, e adesso vado in America (ma non ci doveva andare anche la Ventura?). Ma poverina, forse ha ragione, d'altro canto come scordare il memorabile spessore drammatico della sua Poppea in SPQR?
A parte il fatto che definire Nancy Brilli una bellezza mozzafiato mi pare un tantino esagerato, vorrei soffermarmi su un punto: ma Anna Falchi non potrebbe semplicemente ammettere una volta per tutte che l'idea migliore della sua vita le è venuta quando ha deciso di rifarsi le tette? Credo che nessuno abbia più dubbi su questo punto, se qualche ipovedente continua a difendere la naturalezza delle sue curve, vada a rivedersi "Nel continente nero", dove appare nella sua originaria piattezza. Ma no, troppo difficile confessare che la tua fama deriva dall'aspetto fisico, ci devi sfracassare l'esistenza con la laurea in lettere, con le menate alla "lady finanza" (epoca Ricucci), e adesso faccio la produttrice, e adesso vado in America (ma non ci doveva andare anche la Ventura?). Ma poverina, forse ha ragione, d'altro canto come scordare il memorabile spessore drammatico della sua Poppea in SPQR?

