venerdì, ottobre 12, 2007

 

Pesare timori

Stasera, dopo mesi di assenza, tornerò a trascorrere il fine settimana nel mio chalet di montagna. Vabbè, in realtà è un bilocale con balcone, ma coi tempi che corrono potrei spacciarlo come loft vista Monte Rosa terrazzatissimo. Insomma, prospettive di riposo e tranquillità, se non fosse che è il periodo dei funghi. Bene! dirà qualcuno. Col cazzo, dico io. Perchè, sfortunatamente, insieme ai porcini spunta anche il Boletus Idiotolus, ovvero Minchia Secca. Sono quasi rassegnata: già so che domattina, dalle 07:30 in poi, dovrò subire il solito resoconto del Minchia. Si alzerà alle 4 spostando i mobili (questa non l'ho mai capita, boh, forse dorme nella cassapanca), seguirà una manche del Gran Prix dello sciacquone (le tubature ormai hanno una certa età e non solo fanno rumore, a volte fischiano pure), poi uscirà alle 05:00, dopo una colazione a base di tomini piccanti e cipolle, bardato come Fantozzi che fa alpinismo. Quindi ciondolerà in qualche bar a strafarsi di grappa fino all'apertura del negozio di alimentari, dove comprerà un paio di chili di porcini. I quali verranno poi sporcati ad arte con del terriccio e sistemati in un cestino "da funghi" su foglie di felce (queste almeno è in grado di trovarle da solo). Indi farà ritorno a casa, piazzando il trofeo sul balcone, in bella vista, e fermando ogni malcapitato per mostrare la sua raccolta miracolosa. Il tutto con una tonalità passibile di multa per inquinamento acustico. Però è anche furbo, intendiamoci: temendo di essere smascherato, insieme ai porcini mette anche qualche fungo di meno nobile lignaggio, tipo i finferli (ottimi con il risotto): questi ultimi li porta però dall'Esselunga di casa, dato che in valle non esiste ombra di finferlo da almeno vent'anni. Naturalmente la versione del Minchia è che lui ha Il Posto Segreto dei finferli, che lui dipinge come se fosse Mordor: ti spiega anche di buon grado dov'è, ma le insidie per arrivare in loco sono tante e tali da spaventare anche il fungaiolo più accanito. Tipo: bisogna scalare una parete rocciosa solcata da un ruscello cui si abbeverano tutte le vipere della vallata. Dopodichè si sbuca su un altipiano che somiglia a quello del Mondo Perduto, solo che invece di pterodattili e T-Rex qui troviamo falchi pellegrini, condor e tori inferociti; questi animali riescono a sopravvivere sull'Altipiano solo grazie alla presenza dei finferli, per cui raccoglierli è una sfida diretta alla loro suscettibilità. Comprensibilmente, chi ascolta codeste avventure del Minchia finisce per assecondarlo, ammettendo che, sì, per loro il viaggio sarebbe troppo periglioso. Lui è contento e si placa fino al mattino successivo, quando ripete la stessa sceneggiata con una piccola variante: smadonna dietro ai villeggianti della domenica. Lui è contento così.

Comments:
anche tu vai a Macugnaga ?
 
Ti odio. Col cazzo Esselunga e Posto Segreto. Solo io so quanto le vipere mi tocchi scrollarmele di dosso quando la sera rincaso col mio cestello. La tua è solo invidia.
Il Minchia Secca
 
Ognuno ha le sue... chissà perché quando si spera di fare un week end di riposo i vicini dei luoghi di villeggiatura sono sempre lì pronti a rovinartelo. Come ti capisco...
 
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