giovedì, luglio 05, 2007

 

Pesare first ladies

A riecchime. Dal momento che mi sono buttata a capofitto nella stesura di un romanzo, non ho molto tempo. Comunque. Ci sono notizie che meritano di essere date: sul Corriere di oggi leggo che la moglie di Sarkozy ha restituito la carta di credito all'Eliseo. Motivo: un giornale ha scoperto che l'ha utilizzata per pagare colazioni di lavoro, una da 129 euro, l'altra intorno ai 270. Nemmeno molto, se si pensa che in pizzeria, in 6, il conto si aggira sui 120 euro (minimo). Mi viene spontaneo pensare ai nostri politici: auto con scorta prestata alle mogli per andare a farsi fare le unghie. Benefit per i familiari, fino al ventesimo grado di parentela. Pranzi e cene dal Bolognese che sicuramente superano di molto le ridicole cifre della first lady francese. Considerando poi che Parlamento e Senato godono di una mensa gestita da ottimi chef, cioè, non stiamo parlando della mensa delle medie di Arluno, la cosa diventa surreale. E naturalmente i prezzi sono simbolici, esempio: cernia dorata € 3, 50, contorni 1,40, primi da 1,50. Ma che cazzo, questi prezzi non li trovi nemmeno dal kebabbaro. Invece loro vanno a fare il fighi al ristorante, tanto paghiamo noi. Poi si sa, un bicchiere di vinello tira l'altro, ed ecco che la pausa pranzo si allunga fino all'ora dell'aperitivo. Per forza poi il Parlamento è sempre mezzo vuoto, stanno digerendo. Mi sento sempre più presa per il culo.

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