mercoledì, maggio 02, 2007

 

Pesare cicisbei

Durante il lungo ponte ho visionato più volte Marie Antoinette, della premiata ditta Coppola & figli. Inutile ribadire la mia passione per la figura della regina in questione, nata probabilmente dalla visione edulcorata che ne diedero in Lady Oscar. E in effetti vedendo il film non posso far altro che constatare che la Coppola, più che al libro di Antonia Fraser, si sia ispirata al cartone animato: nessun episodio mancava, dalla macchia d'inchiostro sul registro nuziale agli spintoni della Du Barry. Peccato che chiunque non abbia letto il romanzo o visto il cartoon non possa capire la portata storica di una macchia sul registro: la corte ci ricamò su per mesi, già odiavano la "puttana austriaca", figuriamoci con la macchia d'inchiostro, segno notoriamente nefasto (notoriamente per la corte francese, non per la casalinga di Broni). Il semi-analfabetismo della piccina è stato reso inquadrando la firma incerta sempre sul medesimo registro, sotto quella svolazzante del chiavatore (nel senso di costruttore di chiavi) Delfino. Poi, già che si prendono la briga di pagare Marianne Faithfull per fare Maria Teresa, dico io, fatela lavorare di più. Per esempio, è nota la tempra d'acciaio dell'imperatrice, che si faceva cavare i denti quando aveva le doglie, in modo da patire una volta sola. Per inciso, partorì ben 16 volte, dalla qual cosa deduco che non avesse un gran bel sorriso. Molti dei figli morirono, ciò spiega come mai Antonietta fosse stata allevata in modo approssimativo: probabilmente era destinata a sposare qualche principe di Baviera, non certo il futuro re di una delle nazioni più potenti dell'epoca. Senonché le predestinate furono decimate dal vaiolo o simili. Insomma, una specie di Lady Diana dell'epoca, totalmente inadatta al ruolo assunto. Le similitudini sono molte: la passione per la moda, le amicizie dubbie (Antonietta aveva la Polignac, Diana aveva Elton John), gli amanti stranieri, anche se Madame ebbe il buongusto di non scegliere un musulmano. Dai contenuti extra emerge che la regista ha voluto che la Du Barry, amante del re, fosse una figura da postribolo: per il ruolo ha scelto Asia Argento. La finta contessa era davvero un'ex prostituta, però tutti immaginiamo che si fosse raffinata un minimo. Lasciamole il beneficio del dubbio, anche perchè se la Du Barry nel film fosse stata più educata, ci saremmo persi il punto più alto della recitazione di Asia: quando, a tavola, si esibisce in un rutto degno di John Belushi.

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