venerdì, febbraio 16, 2007

 

Pesare casalinghe

Qualche anno fa ho trovato da Rossetti una serie di libri di Carolina Invernizio. Non avendo mai letto nulla di suo, pensavo fosse una specie di Liala o Barbara Cartland, insomma, roba tipo Harmony o giù di lì. Siccome i suddetti libri costavano 1.000 lire ne ho comprati quattro. Lo ammetto, sono una consumista. Quella sera mi rintano nel letto, apro "La regina del mercato" (oddio, mi pare, è passato tanto tempo) così, per curiosità, e resto allibita: inizia con uno stupro. Considerato che la Carolina scriveva alla fine dell'800, era una donna, di provincia, sposata con un militare, al massimo mi aspettavo qualche casta carezza, un bacio rubato, cose così. Altro che cazzi! La Invernizio era una sorta di Tarantino dell'epoca. In "Cuore di madre", c'è l'amante di un tizio che gli rapisce la figlioletta, allevandola come se fosse sua. Dopo anni, i genitori riescono a ritrovare la piccola che ovviamente, appena capisce ciò che è successo, muore di infarto tra le braccia della vera madre. O è la madre che muore, non ricordo bene, comunque è un crescendo di strazio e dolore. Invertendo i fattori il risultato non cambia. Che poi, mi pare che questo romanzo sia il seguito de "La sepolta viva", in cui viene fatto credere che la famosa amante-rapitrice sia morta. L'insegnamento che traggo da tutto ciò è che se quelle quattro idiote delle famigerate Desperate Housewives fossero nate a Voghera, come la Carolina, magari anzichè dei figli coglioni e maniaci avrebbero partorito qualche opera letteraria degna di nota.

Comments:
Ahahahahah! Fantastico! :-D
 
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