lunedì, ottobre 16, 2006

 
Vabbè, oggi sono tutti in riunione e io devo "guardare" i telefoni. Oh, ciao telefono, sei proprio figo, usciamo insieme? Con quel filo un po' così... Guardare il telefono equivale a non fare quasi niente tranne che fissare il display, visto che sono anche mezza sorda e se suona di là potrei non sentirlo. Per l'Agostani, oggi la giornata si è così svolta: in redazione c'è Igor, il cane di Simone, che cerca di montare la gamba del Cazzani. Questo è l'eccitante evento che ci ha movimentato il pomeriggio. Già che ci sono: vorrei mandare a quel paese il signor Minchia Secca, il mio vicino di Scopello. La prossima volta che mi butti le briciole sul terrazzo, richiamando topi e vipere, devio un tubo di scarico e ti riempio di liquami quello schifoso bilocale, dopidichè ti denuncio all'associazione amici dei funghi, sempre che esista. Devi finirla di uscire alle 5 di domenica mattina a cercare i funghi (che tanto, lo sappiamo tutti che li compri dalla signora Foccu, tu al massimo puoi trovare una mazza di tamburo quando va bene) per poi, alle 8:30, piazzarti sul tuo asfittico balconcino in posa da Duce ad enumerare al condominio la tua raccolta miracolosa. Punto 1: sei a Scopello e non a Roma. E il residence dove abiti non è esattamente Palazzo Venezia, datti una regolata. Punto 2: anche se sei pelato, non vuol dire che devi metterti ad annunciare al mondo le tue conquiste micologiche. Non avere i capelli non ti rende automaticamente l'erede dell'uomo di Predappio. Se mi prendo la briga di andare in montagna è perchè voglio dormire e mangiare (ok, c'è anche chi ci va per sciare, io no. Letto e filetto, binomio perfetto). Dì la verità, sali tutti i weekend perchè il sindaco di Novara ha emesso un'ordinanza per impedirti di rompere le palle ai tuoi concittadini nel fine settimana. Fonderò un ordine religioso finalizzato alla tua persecuzione.

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